Le Mostre Galleria dell'Accademia

La Galleria: Nel cuore della città, ospita esempi di sculture e dipinti dei grandi maestri fiorentini del 14°e 15° secolo che hanno fatto di Firenze la capitale dell'arte.
Fu fondata nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena affinché gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti potessero approfondire i loro studi alla luce dei grandi capolavori che vi erano esposti.
Nel 1873 vi arriva il David, qui trasferito per sottrarlo alla crudeltà del tempo e delle intemperie, ma solo nel 1882 il capolavoro michelangiolesco troverà la sua collocazione nella Tribuna appositamente progettata da Emilio de' Fabris.
Nel tempo la Galleria diviene famosa per la raccolta delle sculture di Michelangelo e si arricchisce dei capolavori della pittura e della scultura di artisti famosi e meno famosi che hanno reso Firenze una delle capitali dell'arte.
Intorno al 1980, la Galleria si arricchisce di una Gipsoteca collocata nel Salone dell'Ottocento.
La Galleria è allestita su due piani, il piano terra è sicuramente quello più famoso e ammirato.
Il percorso si apre con la Sala dell'Anticolosso dove attualmente è collocato l'originale in gesso del Ratto delle Sabine (1582) del Giambologna.
Dipinti sacri ornano le pareti accogliendo il visitatore con meraviglie quali il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto e la Deposizione della Croce di Filippo Lippi.
Da questa sala si accede alla Galleria dei Prigioni, un corridoio che ospita una serie di sculture incompiute di Michelangelo: le sensazioni si fanno forti e l'emozione sale davanti agli enormi massi di pietra dal cui interno sembra emergere e farsi forte l'urlo della materia che, sotto la sapiente mano del grande artista, assume la forma desiderata: l'abile mano libera il prigioniero racchiuso nella roccia.
Tra queste, la famosa Pietà da Palestrina, pervenuta all Galleria nel 1940.
L'opera risulta sproporzionata nelle dimensioni, tanto che è stata solo attribuita a Michelangelo, quasi a voler privare il grande scultore di un così grave fallimento artistico.
Sullo sfondo domina incontrastato nella sua tribuna il David di Michelangelo, simbolo della città di Firenze sin dal tempo dei Medici.
La statua rappresenta il personaggio biblico in attesa di combattere con il Gigante Golia: l'astuzia, vigile e attenta, che aspetta di battersi con la forza.
Nei due bracci laterali della tribuna sono posti gli esempi dell'arte fiorentina cinquecentesca: dipinti sacri dalle tinte forti e cupe come la Disputa sull'Immacolata Concezione di Carlo Portelli.
In fondo al braccio sinistro della tribuna del David, nel Salone dell'Ottocento, è stata allestita la Gipsoteca intitolata a Lorenzo Bartolini (1777- 1850).
La galleria di gessi è stata aperta al pubblico solo nel 1985.
Spiccano i circa 300 busti dei rappresentanti dell'alta borghesia, nei quali si espresse l'abile mano da ritrattista del Bartolini.
Ricco e ben esemplificato è il tema mitologico: Voto dell'Innocenza, Venere, ecc.
Il percorso, al piano terra, termina con le Sale Bizantine in cui sono raccolti gli esempi della pittura fiorentina della prima metà del '300.
Nella prima delle tre sale ad attirare l'attenzione è L'Albero della Vita, illustrazione al testo letterario 'Lignum vitae' (S.
Bonaventura) realizzata da Pacino di Bonaguida che in esso raffigurò episodi della vita di Cristo e dei Santi e storie della Genesi.
Nella seconda sala sono da ammirare le Formelle dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1330 per ornare un armadio reliquiario della basilica di Santa Croce.
Infine, la sala dedicata ad Andrea, Nardo e Jacopo di Cione, i tre fratelli Orcagna i cui dipinti sacri sono espressione del Trecento fiorentino.
Le quattro sale del primo piano sono state allestite ed aperte al pubblico nel 1985.
La prima di esse ospita i dipinti di Giovanni da Milano e di altri pittori fiorentini.
Nella seconda sala sono raccolti gli esempi della pittura fiorentina della seconda metà del Trecento tra cui le tinte forti e cupe di Andrea Orcagna.
La terza sala ospita una selezione di opere di Lorenzo Monaco (1370-1423), famoso pittore e miniatore.
La quarta ed ultima sala raccoglie gli esempi della pittura Tardogotica fiorentina nelle illustrazioni di Lorenzo Monaco e del Gotico internazionale con Gherardo Starnina ed altri artisti a lui contemporanei.

La Galleria: Nel cuore della città, ospita esempi di sculture e dipinti dei grandi maestri fiorentini del 14°e 15° secolo che hanno fatto di Firenze la capitale dell'arte.
Fu fondata nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena affinché gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti potessero approfondire i loro studi alla luce dei grandi capolavori che vi erano esposti.
Nel 1873 vi arriva il David, qui trasferito per sottrarlo alla crudeltà del tempo e delle intemperie, ma solo nel 1882 il capolavoro michelangiolesco troverà la sua collocazione nella Tribuna appositamente progettata da Emilio de' Fabris.
Nel tempo la Galleria diviene famosa per la raccolta delle sculture di Michelangelo e si arricchisce dei capolavori della pittura e della scultura di artisti famosi e meno famosi che hanno reso Firenze una delle capitali dell'arte.
Intorno al 1980, la Galleria si arricchisce di una Gipsoteca collocata nel Salone dell'Ottocento.
La Galleria è allestita su due piani, il piano terra è sicuramente quello più famoso e ammirato.
Il percorso si apre con la Sala dell'Anticolosso dove attualmente è collocato l'originale in gesso del Ratto delle Sabine (1582) del Giambologna.
Dipinti sacri ornano le pareti accogliendo il visitatore con meraviglie quali il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto e la Deposizione della Croce di Filippo Lippi.
Da questa sala si accede alla Galleria dei Prigioni, un corridoio che ospita una serie di sculture incompiute di Michelangelo: le sensazioni si fanno forti e l'emozione sale davanti agli enormi massi di pietra dal cui interno sembra emergere e farsi forte l'urlo della materia che, sotto la sapiente mano del grande artista, assume la forma desiderata: l'abile mano libera il prigioniero racchiuso nella roccia.
Tra queste, la famosa Pietà da Palestrina, pervenuta all Galleria nel 1940.
L'opera risulta sproporzionata nelle dimensioni, tanto che è stata solo attribuita a Michelangelo, quasi a voler privare il grande scultore di un così grave fallimento artistico.
Sullo sfondo domina incontrastato nella sua tribuna il David di Michelangelo, simbolo della città di Firenze sin dal tempo dei Medici.
La statua rappresenta il personaggio biblico in attesa di combattere con il Gigante Golia: l'astuzia, vigile e attenta, che aspetta di battersi con la forza.
Nei due bracci laterali della tribuna sono posti gli esempi dell'arte fiorentina cinquecentesca: dipinti sacri dalle tinte forti e cupe come la Disputa sull'Immacolata Concezione di Carlo Portelli.
In fondo al braccio sinistro della tribuna del David, nel Salone dell'Ottocento, è stata allestita la Gipsoteca intitolata a Lorenzo Bartolini (1777- 1850).
La galleria di gessi è stata aperta al pubblico solo nel 1985.
Spiccano i circa 300 busti dei rappresentanti dell'alta borghesia, nei quali si espresse l'abile mano da ritrattista del Bartolini.
Ricco e ben esemplificato è il tema mitologico: Voto dell'Innocenza, Venere, ecc.
Il percorso, al piano terra, termina con le Sale Bizantine in cui sono raccolti gli esempi della pittura fiorentina della prima metà del '300.
Nella prima delle tre sale ad attirare l'attenzione è L'Albero della Vita, illustrazione al testo letterario 'Lignum vitae' (S.
Bonaventura) realizzata da Pacino di Bonaguida che in esso raffigurò episodi della vita di Cristo e dei Santi e storie della Genesi.
Nella seconda sala sono da ammirare le Formelle dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1330 per ornare un armadio reliquiario della basilica di Santa Croce.
Infine, la sala dedicata ad Andrea, Nardo e Jacopo di Cione, i tre fratelli Orcagna i cui dipinti sacri sono espressione del Trecento fiorentino.
Le quattro sale del primo piano sono state allestite ed aperte al pubblico nel 1985.
La prima di esse ospita i dipinti di Giovanni da Milano e di altri pittori fiorentini.
Nella seconda sala sono raccolti gli esempi della pittura fiorentina della seconda metà del Trecento tra cui le tinte forti e cupe di Andrea Orcagna.
La terza sala ospita una selezione di opere di Lorenzo Monaco (1370-1423), famoso pittore e miniatore.
La quarta ed ultima sala raccoglie gli esempi della pittura Tardogotica fiorentina nelle illustrazioni di Lorenzo Monaco e del Gotico internazionale con Gherardo Starnina ed altri artisti a lui contemporanei.

 

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